Apenna sveglio cerco di ricordare convinto di non aver sognato nulla, ed ecco che improvvisamente iniziano a riaffiorare piccole scene. Ho come l’impressione di essere suggerito da me stesso. Il primo pensiero che mi passa per la mente è guarda che quello era un sogno. Ed ecco che ricordo qualcosa.
Ero in un complesso di case al piano, terra tipo motel. Dovevo incontrarmi con una squillo, di colore. Ricordo che cera molta gente tipo ghetto seduta o che camminava in giro, portoricani, bianchi, e africani da un appartamento all’altro. Mi ritrovo in una stanza con una ragazza di colore, ma no è la stessa che stavo cercando. Non era il sesso il motivo per cui dovevo incontrarla. Improvvisamente la ragazza dopo avermi fatto domande sul perchè cercavo la sua amica attira l’attenzione della gente, e chiama un paio di persone per nome. Mi ritrovo in una stanza, seduto, con un sacco di persone davanti che mi guardano minacciose. Sembra una processo , mi accusano non so di cosa, ma sono tranquillo, ho l’impressione di essere conosciuto e che non ho nulla da temere. Mi ritrovo difronte a un altro appartamento dello stesso complesso. C’è la fila e non riesco a entrare. Sembra quasi una festa o forse è la stanza della squillo che cercavo, non riesco o non mi fanno entrare. Mi guardo intorno e dietro di me c’è un uomo sui ’sessanta che assomiglia al padre di lex gli spiego la situazione, ma non ricordo qual’era, lui incredulo si precipita all’interno di un appartemento, diretto e deciso verso una stanza. Attraversiamo un corridoio con due o tre stanze e infine si ferma davanti all’interuttore della luce. Esattamente sotto l’interruttore della luce spostato sulla destra cera un buco sul muro, grosso all’incirca come una mela. Si vedeva l’intercapedine formata dai classici mattoni forati. Io ero del tutto sorpreso. Ho infilato la mano dentro e ho tirato fuori un filo elettrico che terminava con una strana presa, diversa dalle comuni. Era come l’estremita del cavo di un alimentatore a cui doveva esserci attaccatto qualcosa, mentre il filo proseguiva nascosto dentro il muro, ben saldo e per pendicolare sulla parete. Ne ero certo pur non avendo la visuale da dietro o dentro il muro. Guardando la persona che era con me esclamai “ma come è possibile?”. Mi rispose, “sono entrati maledizione!” e il sogno o ricordo finisce. Ero come stupito del fatto che qualcuno avesse trovato quella cosa dentro il muro pur non sapendo cosa fosse.

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